CRISPR: si può fermare la scienza?

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Uno dei temi più dibattuti negli ultimi giorni nel mondo scientifico è quello della tecnica CRISPR per modificare il DNA. Questa tecnica, data la sua facilità di utilizzo, avrebbe infatti conseguenze etiche non ancora chiare.

(Segue una breve descrizione della tecnica, se la trovate noiosa perchè “troppo da scienziati” potete saltarla, parleremo in seguito delle sue implicazioni). La tecnica consiste nello sfruttare un meccanismo di difesa degli streptococchi nei confronti dei virus. Gli streptococchi possiedono una proteina chiamata Cas9 che è in grado di tagliare il DNA dei virus, il quale viene riconosciuto grazie ad una guida costituita da una molecola di RNA. Se sostituiamo questa molecola con una che è complementare al gene che vogliamo modificare, la proteina Cas9 andrà a spezzare tale gene. La cellula a questo punto, utilizzando i suoi normali meccanismi di riparazione per rimediare al danno subito dal gene, è in grado di ricostruire la sequenza danneggiata utilizzando come stampo una copia sana (come ben sapete ogni gene è presente nella cellula in 2 copie). Con la tecnica CRISPR però si vanno a colpire entrambe le copie del gene, quindi per ripararle siamo noi a dover inserirne una nuova copia: questa copia inserita conterrà la mutazione che ci eravamo prefissati di apportare al gene, quindi verrà copiata definitivamente all’interno del genoma dell’individuo.

Questa tecnica è estremamente vantaggiosa poiché con un solo enzima si possono modificare moltissimi geni contemporaneamente (basta inserire più RNA guida contemporaneamente e le rispettive molecole di DNA da usare come stampo), ed ha un efficienza altissima, mai raggiunta fino ad ora.

Le enormi potenzialità sono state già dimostrate dai ricercatori del MIT che, nel giugno 2014, hanno curato dei topi affetti da tirosinemia (malattia provocata dalla mutazione di un gene) iniettando nella coda Cas9, RNA e DNA. Tant’è che milioni di dollari sono stati investiti in aziende farmaceutiche che hanno l’obiettivo di creare farmaci basati su questa tecnica: potrebbe essere sfruttata per eliminare la terza copia del cromosoma 21 che causa la sindrome di Down, o rompere il DNA retrotrascritto del virus HIV per guarire i malati di AIDS.

Un gruppo di scienziati, ha però chiesto una moratoria sull’utilizzodi questa tecnica sugli embrioni, poiché è eticamente discutibile e pericoloso modificare la linea germinale (ovvero le cellule riproduttive, spermatozoi e cellule uovo) di una persona in quanto le mutazioni sarebbero ereditabili: questo si otterrebbe appunto andando ad agire direttamente sull’embrione, portando quindi la modificazione a tutte le cellule dell’organismo che si svilupperà, mentre se si agisce su un organismo adulto la modificazione è indirizzata ad un organo specifico. La preoccupazione è nell’utilizzo di questa tecnica per scopi non terapeutici, e quindi di poter scegliere le caratteristiche del nascituro, pertanto è stata chiesta una moratoria, in mancanza di regolamentazione, finché le implicazioni non siano state discusse tra organizzazioni scientifiche e governative. Questa moratoria non può essere forzata, ma si è già avuta nel 1975, quando si compivano i primi passi con la tecnica del DNA ricombinante.

In Italia sono in pochi a riportare la notizia, e guardando i risultati, è come se non lo avesse fatto nessuno. Il Foglio, ad esempio, chiama a una riflessione etica seria, sostenendo poi che la tecnica sia solo una copertura al voler creare la “razza 2.0”, giocare a fare Dio e scegliere occhi e capelli dei figli: non proprio una riflessione seria. In un intervista su Tempi.it (rivista nota per il suo bigottismo religioso) Angelo Vescovi, ricercatore e professore di Biologia all’Università Bicocca, in un delirio di scenari apocalittici sostiene che chi è favorevole all’applicazione di questa tecnica sia “una scimmia che fa violenza alla logica“, ricacciando la storia, vecchia di mezzo secolo, che siamo in preda a un delirio di onnipotenza e che ci stiamo spingendo oltre, invitando a fermarci.

Appare ragionevole chiedere prudenza nell’utilizzo di questa tecnica, così come è richiesta ogni volta che si va a modificare il DNA, ma è irragionevole chiedere l’abbandono di uno strumento così potente (in realtà gli scienziati chiedono una moratoria, che è diventata abbandono completo solo sui giornali sopra citati), che, se applicato agli embrioni, può portare all’eliminazione di malattie genetiche ereditarie. Non c’è richiesta più stupida di fermare le conoscenze allo stato attuale, sedersi e dire “così è sufficiente”, azzittendo quella voce interiore che da sempre spinge l’uomo a crescere, conoscere, migliorare e che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi. Ed è per questo che la tecnica CRISPR continuerà ad essere usata, col tempo verrà regolamentata ed applicata anche agli embrioni, permettendoci di curare chissà quante e quali malattie.

Francesco Starinieri

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