Il ritorno di Pedrosa

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Gara ricca di colpi di scena e rovesciamenti di fronte a Motegi che vede trionfare per la prima volta in stagione Daniel Pedrosa davanti a Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Per il pilota catalano si tratta del 139esimo podio  in carriera e della 14esima stagione consecutiva in cui porta a casa almeno una vittoria. Il risultato di Dani ha avuto un grande significato morale dopo una stagione travagliata, in particolare a causa dell’infortunio all’avambraccio che lo perseguita da un un anno e mezzo. El Robotino si è rialzato dimostrando che se è al top della forma puo’ scontrarsi ad armi pari con i piloti al vertice della classifica e ha inoltre scalzato Dovizioso e Smith assestandosi in quinta posizione al mondiale. Non solo perizia tecnica, anche la scelta delle gomme è stata determinante per sconfiggere i due piloti della Yamaha che hanno pagato il proprio errore. Esperto e paziente Valentino Rossi che, dopo essersi visto Lorenzo scappare per due terzi di gara con oltre 3 secondi di vantaggio, ha approfittato nei giri finali del rallentamento del compagno di squadra, in netta difficoltà  per via della consumazione dei pneumatici (più evidente in lui che nell’italiano).

Molto soddisfatto il pilota marchigiano che guadagna quattro punti sul rivale e giunge ad un importantissimo +18 a tre gran premi dalla fine. Lorenzo, nonostante lo scoraggiamento, non sventola bandiera bianca e cercherà l’impresa vincendo le ultime gare rimaste, dovendo anche sperare che Rossi non termini in tutte le occasioni al secondo posto. Continua il trend negativo di Marc Marquez che, benchè sia rimasto sempre in sella, ha avuto una prestazione al di sotto delle aspettative, terminando quarto. C’è anche chi ironizza sulla flessione dello spagnolo insinuando che lui e il compagno di team Pedrosa si siano scambiati le moto nelle ultime gare. Quinto Andrea Dovizioso che aveva iniziato bene il gran premio, ma successivamente non è riuscito a eguagliare il ritmo gara dei primi. Buon sesto posto per Cal Crutchlow che precede Bradley Smith, mentre va male a Iannone e Petrucci costretti al ritiro.

In griglia Lorenzo partiva in pole seguito da Valentino Rossi, Marquez, Dovizioso, Iannone e Pedrosa. Alla partenza scatta benissimo Rossi che sorpassa Lorenzo. Bene anche Dovizioso, Pedrosa e Iannone che superano Marquez. Dopo un paio di curve Lorenzo riprende la testa della corsa e con una serie di giri veloci guadagna un discreto vantaggio sul numero 46, tallonato da Dovizioso che a sua volta distanzia Pedrosa. Dietro il catalano, Marquez  supera Iannone  ma non regge il ritmo del compagno di squadra e ancora peggio fa l’abruzzese che si allontana e viene sorpassato anche da Aleix Espargarò. Dopo qualche giro Valentino si scrolla di dosso la ducati di Dovizioso ma, malgrado la pista bagnata sia la sua specialità, Lorenzo sembra imprendibile. Smette di piovere, la pista si asciuga e Pedrosa dà la svolta alla sua gara  a circa 18 giri dal termine quando rimane l’unico pilota a girare su tempi al di sotto degli 1’57.000. Si divora i quattro  secondi  di ritardo da Dovizioso, liquidandolo e puntando Rossi davanti a poco più di tre secondi. Nel frattempo cade Espargarò (che poi si rialza) e si ritirano Iannone per problemi tecnici (ma era già in netta difficoltà) e Petrucci che stava un conducendo un’ottima gara all’ottavo posto partendo 17esimo in griglia. A nove giri dalla fine Il torero camomillo si incolla al tubo degli scarichi di Valentino e al giro successivo lo sorpassa in scioltezza. Nello stesso tempo le gomme abbandonano Lorenzo che  inizia a girare molto più lento facendo sì che lo scatenato Daniel recuperi circa un secondo e due decimi a giro. Rossi è in difficoltà con i pneumatici ma non ai livelli di Jorge e di conseguenza recupera anche lui decimi importanti sul primo in classifica. A sette giri dalla fine el robotino, non sazio di Valentino Rossi, si sbrana anche Jorge Lorenzo colmando finalmente la sua  fame di vittorie che perdura dalla gara della Repubblica Ceca dello scorso anno. Mentre Pedrosa sfreccia da solo, anche il Dottore si beve lo spagnolo, approfittando di una manovra larghissima dell’antagonista mondiale, segno di pneumatici ridotti ai minimi termini. Alle loro spalle Marquez recupera e sorpassa un Dovizioso sempre più lento e nel contempo Crutchlow e Smith inscenano una bella bagarre per il sesto e settimo posto. Le posizioni rimangono invariate fino alla fine.

Nonostante il cospicuo vantaggio del pesarese, il mondiale resta ancora aperto e questa gara, così come quella di Aragon dimostra come il duello tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo può essere anche determinato da terzi piloti, fuori dalla lotta per il titolo, ma affamati di vittorie quanto i due pretendenti.

Federico Cirasino

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