CRISPR tra ricambi di maiale e manipolazione degli embrioni

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Per comprendere meglio il seguente articolo e conoscere la tecnica di modificazione del DNA CRISPR/Cas9 e le sue implicazioni etiche, si consiglia la lettura dell’articolo che potete trovare a questo link.


Sono passati appena 3 anni dalla messa a punto della tecnica di modificazione del DNA tramite l’utilizzo di CRISPR/Cas9, ed è già universalmente riconosciuta come una delle tecniche più rivoluzionarie dell’ingegneria genetica, tanto da essere stata messa subito al centro di un difficile dibattito etico sull’eventuale applicazione su embrioni umani.

Intanto questa tecnica viene utilizzata in altri campi, come quello degli xenotrapianti, ovvero trapianti tra animali di specie diverse. Considerata la scarsa disponibilità di organi umani per i trapianti in confronto all’altissima richiesta, quella degli xenotrapianti potrebbe rappresentare l’unica via di salvezza per tutte quelle persone che perdono la loro vite nelle infinite liste d’attesa. Gli animali migliori dai quali ci si potrebbe rifornire sono i suini, grazie alle somiglianze anatomiche degli organi, e per questo scopo vengono studiati dal 1990. Una delle maggiori difficoltà nell’utilizzo di organi di altri animali per sostituire quelli umani è rappresentata dalla presenza, nel DNA dei maiali, di retrovirus endogeni. Nel genoma (anche in quello umano) si trovano inseriti dei frammenti di DNA appartenenti a virus, che si sono impiantati stabilmente nei cromosomi nel corso dell’evoluzione della specie e sono rimasti lì, silenti. I retrovirus endogeni suini sono detti PERV, e nel 1998 si è osservato come questi possano riattivarsi se le cellule del maiale vengono messe in coltura insieme a quelle umane. Questo vuol dire che, trapiantando un organo di suino in un uomo, si rischia di accendere il DNA dei virus e dare origine quindi ad un infezione virale.

Il Dr. Church della Harvard University è riuscito, utilizzando la tecnica CRISPR/Cas9, a risolvere questo problema. In una pubblicazione su Science ha descritto come sia possibile eliminare i PERV con l’ingegneria genetica. I PERV presenti nel genoma dei maiali sono 62, e sono tutti molto simili tra loro, poiché discendono da un antenato comune. Questo ha permesso a Church di eliminarli tutti in un colpo solo, senza dover ricorrere ad una specifica molecola di CRISPR/Cas9 per ogni PERV – questa tecnica si basa infatti sul riconoscimento della sequenza di DNA. I PERV sono stati inattivati in cellule adulte, da cui è stato estratto il nucleo per produrre embrioni senza PERV, e non è stato osservato nessun effetto collaterale. Il prossimo passo consiste dunque nel crescere suini sani mancanti di questi frammenti di DNA, e prelevarne gli organi. L’eliminazione dei PERV non è sufficiente a rendere sicuri gli xenotrapianti, ci sono infatti anche altri fattori ad indurre il rigetto dell’organo, ma è un passo importante verso la soluzione del problema.

Davanti a una ricerca così promettente, è d’obbligo fare una piccola digressione sulla situazione italiana. Nel 2014 il Parlamento ha recepito la direttiva europea in tema di sperimentazione animale, trasformandola da un esemplare dialogo tra le necessità dei ricercatori e la tutela della vita degli animali in un bastone tra le ruote della ricerca italiana. Tra i vari orrori presenti nella normativa italiana c’è anche il divieto di utilizzare animali per effettuare xenotrapianti. Nonostante nella ricerca del Dr. Church non siano stati ancora effettuati xenotrapianti, non possiamo fare a meno di pensare come il nostro paese debba essere uno spettatore esterno del progresso scientifico in questo campo

I risultati sempre più numerosi e sorprendenti che si ottengono nella modificazione del DNA utilizzando la tecnica CRISPR/Cas9 su organismi diversi dall’uomo non fanno che accrescere il dibattito sull’utilizzo di questa tecnica anche sulla nostra specie. La controversia etica principale riguarda la possibilità di modificare il DNA della linea germinale, quindi di rendere ereditabili le modificazioni, e di applicare la tecnica sugli embrioni per modificarne alcune caratteristiche. La paura più diffusa è quella di giungere alla modificazione dell’embrione per poter scegliere le caratteristiche di un individuo a proprio piacimento, non guidati da motivazioni mediche; le paure fantascientifiche rischiano però di oscurare l’enorme potenziale di CRISPR/Cas9 nell’applicazione clinica, come la cura di malattie genetiche molto gravi per cui adesso non esistono soluzioni valide. Ma la mancanza di una regolamentazione chiara e universale ha già portato, nonostante la richiesta di una moratoria sull’utilizzo di questa tecnica, alla sua applicazione su embrioni umani in Cina, e anche in Gran Bretagna alcuni scienziati ne hanno richiesto l’autorizzazione; in ogni caso non si è ancora giunti alla creazione di un individuo da questi embrioni.

Ormai non ha quindi più senso pensare che l’applicazione di questa tecnica su embrioni umani possa essere impedita, dato che abbiamo già avuto i primi casi. Una buona regolamentazione in tutti i paesi è fondamentale per evitare gli scenari fantascientifici che terrorizzano tanto buona parte della popolazione e garantire allo stesso tempo la ricerca su nuove cure per le malattie genetiche, che forse dovrebbero essere temute più dell’eugenetica.

Francesco Starinieri

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