Come cambia il Motomondiale dopo Philip Island

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Philip Island non si smentisce e regala senza dubbio la gara più bella dell’anno (e non solo). Sorpassi, contro-sorpassi e rovesciamenti di fronte costellano un gran premio da standing ovation che si decide solo negli ultimi chilometri. La spunta Marc Marquez che riscatta il recente periodo opaco. Lo spagnolo parte male, ma successivamente partecipa alla zuffa del gruppo di testa e nell’ultimo giro compie il capolavoro superando sia Andrea Iannone che Jorge Lorenzo.

Curiosa e buffa l’ esultanza con la quale il pilota nato a Cervera esprime il piacere della conquista del quinto successo stagionale e del 50esimo in carriera. Jorge, invece, è stato davanti a tutti per buona parte della gara senza però riuscire a distanziarsi più di tanto. Il maiorchino, nonostante la ragionevole delusione per la mancata vittoria, è comunque raggiante sul podio. Il secondo posto gli permette di rosicchiare 7 punti a Valentino Rossi, assestandosi a -11 punti a due gare dal termine. E dire che a differenza di molte testate giornalistiche, eravamo sicuri che il campionato non fosse ancora chiuso. Valentino ha disputato una gara ottima, recuperando posizioni dal settimo posto in griglia e lottando audacemente per ottenere la vittoria. Benchè avesse concluso quarto, il rimpianto del dottore è stato il fatto di avere avuto le stesse chanches di vincere degli altri tre piloti. Difatti la gara è stata orchestrata da un vero e proprio quartetto solitario che amava mescolarsi e rimescolarsi. La strada dell’italiano è stata sbarrata anche dal suo connazionale e amico Iannone che, oltre ad essere stato protagonista dell’uccisione di un gabbiano, ha probabilmente realizzato la sua miglior prestazione nella Moto GP.

La sua Ducati è stata eccezionale, invincibile sul rettilineo e guidata in modo sublime e spregiudicato,come nel doppio-sorpasso da oscar su Marquez e Rossi.

Andrea come Marc, ottiene il piazzamento nell’epilogo della gara attraverso una contesa con il 46, subito dopo essere stato sorpassato dallo spagnolo. Una bagarre tra i quattro supereroi in realtà durata per tutto il gran premio che ha tenuto con il fiato sospeso gli spettatori, oltre che rendere incerto l’epilogo della gara.
Dietro di loro Daniel Pedrosa, seppure guidando bene nei primi giri, non ingrana e viene risucchiato nella morsa del sorprendente classe 1995 Maverick Viñales e di Cal Crutchlow che nel loro piccolo compiono una bellissima corsa.MotoGP-2015-Australia-Podium-1024x813

Ma questo gran premio come cambia il mondiale alla luce dell’ultima gara? I punti che ha perduto Valentino e che hanno fatto inveire, ingiustamente, i suoi supporters contro Iannone saranno decisivi?
Se analizziamo l’andamento della stagione, ci accorgiamo che dopo le quattro vittorie consecutive di Lorenzo, è stato un vero e proprio tira e molla quello tra i due piloti. Ma se a Misano sembrava che lo spagnolo fosse in crisi e se a Motegi, per alcuni, Rossi avesse potuto dare l’allungo decisivo, oggi quegli 11 punti rappresentano un gap veramente pericoloso per il pesarese. L’inizio prorompente dell’italiano e i primi passi falsi del numero 99 sono ormai lontani anni luce. Il 28enne pare averne di più, anche grazie ad una indole quasi narcisistica che spesso gli permette di dare il meglio sè.

Jorge è un po’ il Josè Mourinho del motomondiale, grande comunicatore e anche provocatore. Non di rado abbiamo assistito a interviste nelle quali attaccava Valentino Rossi per la sua presunta fortuna, affermando nel contempo la propria superiorità. Difficile che ammetta la vittoria del rivale senza ricorrere a delle circostanze esterne che lo hanno potuto limitare. Il pilota di Tavullia quest’anno non ha mai risposto alle punzecchiate. Il motivo, probabilmente, risiede nel fatto che nell’abissamento post-nono titolo mondiale, l’italiano abbia dovuto resettarsi gradualmente prima di tornare ad ambire l’olimpo delle moto. In questo processo ha umilmente preso la consapevolezza di non essere più il favorito e, nell’odierna stagione, ha saggiamente declinato gli inviti bellicosi del compagno di squadra, mirando, in primis, a tornare in auge in pista. Sull’aspetto puramente prestazionale,il 36enne è stato più continuo. Tuttavia le sue vittorie sono state poche, solo 4. Persino Marquez, con quella di domenica, ha surclassato il pilota della Yamaha. Il Marchigiano paga lo scotto di non esibirsi al meglio in qualifica, con tempi che lo spediscono ripetutamente dietro al nemico ( e a volte anche di tanto). È forse qui la chiave dei mancati trionfi. Se si va a vedere la qualità delle gare, in più occasioni è stato autore di performance all’ altezza dell’attuale posizione in classifica seppur , dunque, abbia dovuto, fare i conti con rimonte, alcune volte, insormontabili. Ne è un esempio lampante la gara di domenica, con un Rossi bello, ma quarto. Il suo avversario, al contrario, ha vinto la bellezza di 6 gran premi, realizzando il più delle volte dei monologhi senza oppositori. La pecca del pilota di Palma di Maiorca è quella di demoralizzarsi, non sapendo accettare i sorpassi incassati. In tali casi Jorge sembra sentirsi ferito nell’orgoglio ed è frequente che non riesca a riprendere in mano la gara, concludendo prove anonime. In questo finale di stagione gli altri piloti di spessore come Marquez, Iannone e Pedrosa stanno determinando pesantemente le sorti del mondiale, penalizzando o favorendo i due e rendendo ancor più dubbioso l’esito delle singole corse. In un certo senso, the doctor è più influenzato dai tre, in quanto a causa loro viene meno la tattica di marcatura ad uomo. La formazione di bagarre a tre-quattro piloti, rende Lorenzo praticamente immarcabile. philip

Valentino, osservando gli andamenti delle gare, ha anche dichiarato di avere sospetti che Marc stia aiutando il connazionale spagnolo a vincere il titolo. Accuse che, oltre a ad accendere ancor di più la tensione del mondiale, non hanno un fondamento certo, ma che se fossero veritiere gli complicherebbe la conquista del motomondiale. Per Rossi è valido ancora il discorso di poter vincere arrivando sempre secondo, ma, siccome attualmente gli outsider rendono l’ordine d’arrivo imponderabile, è necessario che ponga fine al digiuno di vittorie che perdura da Silverstone, cinque gare fa. Se vorrà aggiudicarsi la decima non basterà rimanere in sella, serviranno colpi da campione. Anche perché la pressione provocatali dallo spagnolo (e anche dal  numero 93) rischia di poter compromettere la tenuta psicologica dell’italiano. Sarà in questa circostanze che si vedrà l’esperienza del sempreverde motociclista e, soprattutto, se si dimostrerà sufficiente. Sepang e Valencia rappresentano gli ultimi ostacoli che dovranno affrontare i due. Quello malese è un tracciato che ha portato meglio al nove volte campione del mondo, in termini di trionfi. Infatti malgrado non vinca dal 2010, se ne contano ben 6 a differenza di por fuera che non ha mai terminato il gran premio davanti a tutti nella classe regina. Viceversa a Valencia Lorenzo pareggia le 2 vittorie di Rossi, con 8 anni in meno di carriera nella moto gp.
Sulla scia del circuito Australiano, si prospetta un finale al cardiopalma, denso di spettacolo. Nel prossimo gran premio le soluzioni sono tantissime, ma si riassumono con il 46 che potrebbe chiudere il discorso, mentre il 99 ha la possibilità di rimandarlo e addirittura di scavalcare l’antagonista. Tenetevi pronti perché lo show di Sepang potrebbe essere imperdibile e soprattutto cruciale.

Federico Cirasino

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