Due. Come il numero di album da loro pubblicati, come il secondo di questi album, come il numero dei componenti della band, o come il 2 di maggio: data di rilascio di Due, il nuovo EP dei Cani dei portici, in uscita per Dischi Bervisti.
Per chi di voi non li conoscesse, i Cani dei portici (ex-trio, ora duo, nato e attivo a Bologna) amano definirsi una band dogcore, ma volendo essere un pelino meno eclettici possiamo provare ad etichettarli come mathcore anche se sfuggono a diversi tentativi di catalogazione.
Sono arrivati, ieri, a pubblicare il loro secondo lavoro e, siccome abbaiano molto ma parlano poco e gli piace lasciare indizi più che chiavi di lettura, noi di Versus abbiamo chiesto loro di raccontarcelo un po’, traccia per traccia, questo nuovo EP.
Qui di seguito trovate raccontati in esclusiva da Demetrio (Sposato, batterista del gruppo, ndr) qualche aneddoto carino e qualche delucidazione circa ogni traccia del cd; buona lettura!

Questo disco nasce dalla pazienza verso le asprezze del vivere.”

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Intro

Io e Claudio viviamo stabilmente a Bologna già da diversi anni – e qui sono nati i Cani dei portici – ma siamo entrambi originari della Calabria; l’Intro di Due altro non è che il frutto di alcune registrazioni fatte da Claudio sulle spiagge del nostro mare: il Mar Jonio.

Cuore di tenebra

Il periodo in cui è stato concepito questo brano, ero immerso nello studio di Cuore di tenebra di Joseph Conrad, opera magistrale e meravigliosa, fondamentale a mio modestissimo avviso per capire l’uomo di sempre e quello succede oggi, dove gli usi comuni sono strutturati anche in conseguenza di ciò il colonialismo ha compiuto in Africa e altrove. Un giorno Claudio se ne uscì con questo riff oscuro e massiccio che davvero mi fece venire in mente “il cuore di un’immensa tenebra”; lavorammo allora alla parte di tamburi e chitarra sfumata, che doveva essere nella mia testa il fiume Congo. Il resto è nel brano.

Vamonos

Vamonos è emersa dall’esigenza spontanea e dalla voglia di suonare qualcosa che fosse più rock’n’roll – il riff iniziale ne dovrebbe essere la prova. Tutto quello che stavamo scrivendo in quel periodo suonava più grosso, leggermente più lento e strutturato, e alla fine è emersa la naturale attitudine scrivere qualcosa che fosse più diretto.

Buio

Il breve testo della canzone, è una rielaborazione decontestualizzata di quello steso nella prima versione – che era destinata a Cave Canem (primo EP della band, ndr) -, e racconta gli ultimissimi, terribili ed incomprensibili istanti di vita di un kamikaze (mi occupo di yamatologia e lingua e cultura giapponese, le parole nacquero anche da questo background).
Buio è la canzone più vecchia di Due e venne scartata da Cave Canem perché non la ritenevamo pronta; aveva una struttura per noi insoddisfacente ed era eccessivamente semplice forse, così l’abbiamo rimaneggiata e ristrutturata, allungandola e infarcendola di nuovi riff, facendone quella che è la canzone attuale.

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La gente deve capire

Conclusa la stesura del brano – infarcito di cambi e battute pesanti – commentai dicendo che la gente doveva capire; non alludevo tanto al brano in sé, quanto al fatto che molti gruppi underground, nel loro immenso piccolo, fanno sforzi enormi e impiegano tutte le loro energie per scrivere, registrare e andare a proporre in giro la loro musica, ed è una cosa che spesso la gente non sa. Se la creatività è incanalata in uno spirito positivo genera cose meravigliose che molte persone, purtroppo, ignorano.

Jonio

Come per Cave Canem, così per Due, volevamo inserire una ghost track. Volevamo che fosse anche questa volta in acustico perché è un tratto stilistico che a noi piace molto, così quando abbiamo la possibilità di scrivere qualcosa del genere non ci pensiamo due volte. Claudio si è messo lì, una notte, e di getto ha tirato fuori dalla chitarra quella che è Jonio.
La canzone è nata in un’unica notte, appunto, e per ultima, dopo che avevamo composto tutti gli altri brani. Ascoltandola ci ha convinti subito perché per noi è un po’ la summa di questo disco; lo racconta dall’inizio alla fine e ne contiene perfettamente il concept.

Vi lasciamo qui, proponendovi il video di Cuore di tenebra, ospitato in anteprima, la scorsa settimana, da Shiver.

Giacomo Guidetti
© riproduzione riservata

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Io sono il mio corpo e al mio corpo piace ascoltare la musica, interessarsi d'arte e scienza e studiare filosofia a Bologna. Il mio corpo ha avuto una vita pressoché simile alla vostra, nulla di più e nulla di meno, e ha aspirazioni incongruenti, evanescenti e facilmente influenzabili. Questo è quanto.