Dalla Puglia: i Think About It


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hink About It, questo il nome di un collettivo di sei musicisti, nato a Bari nel 2013 con l’intento di creare un sound inedito per la scena musicale italiana, muovendosi con naturalezza e personalità tra la tradizione hip hop dei campionatori e dei dj e la musica suonata dal vivo in un buon mix tra rap, nu-jazz, rnb e soul.

“In Secondo Piano” è il loro primo album ufficiale, quindici tracce che descrivono la presa di coscienza nel percorso di transizione dall’adolescenza alla giovane età adulta. Le sonorità black suonate si fondono all’uso dei sintetizzatori. Oltre ai componenti del gruppo, hanno partecipato al disco diversi artisti pugliesi, un segnale forte che vuole rivendicare la volontà della band di creare un vero e proprio collettivo allargato per proporre sonorità che, pur rispettando le radici della musica black, guardano al futuro. Una buona prova musicale, nonostante ci sia ancora qualcosa da rifinire nella scrittura, non sempre al massimo della forma.

Chi sono i Think About It? Com’è nata l’attuale formazione?
I Think About It sono un collettivo di sei teste calde che hanno deciso di impegnarsi a servizio della musica per raccontare la nostra storia e il nostro modo di percepire le sette note. L’attuale formazione è nata sulle ceneri della precedente, abbiamo avuto diversi cambi di line-up che ci hanno portato ad essere ciò che siamo adesso e hanno sicuramente influenzato la stesura del nostro ultimo dell’album, dai testi al sound.

Le tracce di “In secondo piano” descrivono la presa di coscienza che avviene nel percorso di transizione dall’adolescenza alla giovane età adulta. Com’è nato il concept? Come lo avete sviluppato? Siete partiti dai testi o avete prima creato un mood musicale?
Il concept del disco è nato dalla necessità di esorcizzare il periodo buio che abbiamo attraversato in questi ultimi due anni. È nato tutto in maniera molto spontanea ed omogenea, alcuni brani come Cortese, sono partiti dal testo, altri come Jane o Nei tuoi Gesti sono stati concepiti a partire da Jam che hanno favorito lo sviluppo embrionale delle canzoni, riprese e formate poi in sala prove con i dovuti accorgimenti.

Quali sono le influenze comuni a tutto il gruppo e quali quelle individuali che più hanno aiutato nel dare personalità al complesso?
Possiamo affermare che le influenze comuni a tutti sono Kendrick Lamar e J.Cole con i loro ultimi album, abbiamo tuttavia le nostre influenze personali che spaziano dalla Fusion al Jazz per culminare nel Funk che hanno aggiunto quel tocco differente al progetto. Altri nomi che hanno sicuramente dato una grossa mano nel sound sono Robert Glasper, Roy Hargrove, Flume e Shlohmo.

Come sono nate le diverse collaborazioni con gli artisti pugliesi all’interno del disco?
Le collaborazioni sono nate da un rapporto di stima e amicizia con chi ha voluto partecipare al disco. Prima ancora che di musicisti, in casa TAI si parla di esseri umani e secondo la nostra visione della musica, una canzone non può nascere senza un clima di rispetto tra chi decide di mettersi all’opera.

Sentite in qualche modo di aver portato qualcosa di nuovo alla scena salentina?
Noi proveniamo prevalentemente da Bari, quindi per questioni geografiche è improbabile aver dato un apporto alla zona del Salento. Tuttavia, ritornando al discorso delle collaborazioni, Carolina Bubbico che ci ha aiutato nel percorso di stesura e arrangiamento del disco ha le sue radici a Lecce e ogni volta che ci incontriamo da lei è sempre festa!

Quali sono i vostri piani? Avete già fissato delle date per promuovere il disco?
Il nostro Jane Tour è incominciato a Giugno e ci ha portato già a Milano e Savona con ottimi risultati! Presto saremo ad Agrigento e Reggio Calabria, seguite la nostra pagina perchè le date sono in continuo aggiornamento!

La copertina è stata disegnata da Mecna. Com’è stato collaborare con un professionista del suo campo?
E’ stato un piacere immenso! Lui è un ottimo professionista oltre che una persona molto alla mano. Per quanto riguarda l’artwork del disco gli abbiamo dato carta bianca perchè sapevamo avrebbe saputo cogliere al meglio le nostre intenzioni e cosi è stato!

Come mai avete scelto “cortese” come singolo di lancio? Com’è nata l’idea del videoclip?
il nostro singolo “Cortese” è un brano che riassume al meglio tutte le influenze presenti all’interno dell’album, dalle atmosfere più classiche alle elettroniche ed un pezzo molto fresco come anche il suo video, nato dall’idea di rappresentare una atmosfera di pace e rilassatezza che dà allo spettatore quell’appagamento che al contrario, il protagonista della canzone non trova.

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Raffaele Lauretti

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