Amatrice, un paese che fino a ieri non era certamente al centro dei miei pensieri, adesso necessariamente lo è, nonostante materialmente non esista più, o meglio non esista più il suo cuore, il centro storico, raso al suolo in meno di mezz’ora. Appena entrato ad Amatrice il silenzio del circostante è rotto da centinaia di vigili e volontari presi dal fine di organizzare il traffico e gli approvvigionamenti. Proseguendo verso quello che era il centro storico la scena diviene sempre più drammatica, tra la folla si riconoscono quelli che la tragica notte l’hanno vissuta, lo si legge sui loro volti. C’è chi prova a spiegare la propria esperienza a giornalisti, per lo più stranieri, e c’è chi non ancora riesce a farsi un’idea dell accaduto, chi si mobilità per aiutare le forze dell’ordine e chi non ha ancora finito di piangere e cerca sostegno tra la gente intorno. Comunque, le sfumature che una persona può percepire in queste situazioni sono inenarrabili, quindi lascio parlare le immagini che sicuramente saranno più sincere di qualsiasi altra mia parola.

Diego Costantini

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