Giovedì 6 ottobre, l’aula del Senato ha dato il via libera al ddl “disciplina del cinema e dell’audiovisivo e deleghe al Governo per la riforma normativa in materia di attività culturali, collegato alla manovra di finanza pubblica” (“DDL Cinema”). Il provvedimento, è stato approvato con 145 si, 6 no e 30 astenuti. Ora, dovrà affrontare il vaglio della Camera dei Deputati, in collegamento alla manovra finanziaria. Vediamo di delineare i punti principali del ddl.

 

Fondo di investimento. Nasce il Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo. La dotazione di esso non potrà essere inferiore  ai 400 milioni di euro annui (a fronte degli attuali 200 milioni allocati su diversi fondi). Inoltre, il complessivo livello di finanziamento di questo sarà commisurato annualmente all’11% delle entrate Ires e Iva del settore. Stando al ddl, nel momento in cui il mercato crescesse è previsto un aumento dei parametri di riferimento per ridefinire coerentemente le risorse nella manovra annuale di bilancio.

 

Contributi selettivi ai progetti. Si prevede una quota di contributi garantita a partire dal 15% fino al 18% del fondo, pari a 70 milioni di euro circa, per progetti diretti innanzitutto ai “giovani, alle opere prime e seconde, ai film d’essai (il cosiddetto “cinema d’autore “) e ai contenuti di qualità”.

 

Contributi automatici su opere realizzate. Il ddl prevede nuovi parametri per l’accesso ai contributi riconosciuti per opere già realizzate e condizionati al reinvestimento nel settore. Si terrà conto anche della qualità, della partecipazione a festival internazionali, dei premi conseguiti e non soltanto degli “incassi al botteghino”.

 

Tax – Credit con percentuali dal 15% al 40%. Il ddl introduce il credito di imposta per le imprese di produzione; per le imprese di distribuzione; per le imprese dell’esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post produzione – per adeguamento strutturale e tecnologico; per la promozione di opere italiane ed europee nelle sale; per l’attrazione in Italia di investimenti (produzione esecutiva e post-produzione di film stranieri); per imprese non appartenenti al settore del cinema e dell’audiovisivo che investono per la produzione e distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive.

 

Fondo di garanzia. Si prevede un fondo di garanzia di 5 milioni di euro l’anno, che costituirà una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di garantire operazioni di finanziamento per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici.

 

Piano straordinario sale. 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per cinque anni, saranno previsti per favorire la diffusione omogenea delle sale sul territorio nazionale con particolari agevolazioni per i centri storici e per i Comuni con meno di 15.000 abitanti. I contributi saranno destinati a soggetti pubblici e privati per la ristrutturazione di sale dismesse, per l’apertura di nuove sale o per l’adeguamento strutturale e tecnologico di sale esistenti.

 

Piano di digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Dieci milioni di euro per tre anni a fondo perduto o per finanziamenti agevolati saranno concessi in interventi di digitalizzazione delle opere audiovisive e cinematografiche da parte di imprese italiane.

 

Scuole e formazione. Non meno di 12 milioni di euro l’anno saranno riservati all’educazione all’immagine, alla formazione degli insegnanti e all’istituzione o allo sviluppo di corsi orientati alle professioni e ai mestieri del cinema, all’interno delle Scuole di alta formazione artistica e musicale, in raccordo con il Miur.

 

Registro cinematografico. Nasce il Registro cinematografico. Esso, avrà il compito di raccogliere tutte le informazioni relative all’assegnazione di contributi pubblici statali, regionali e dell’Unione europea, rendendole pubbliche.

 

Di seguito,vi proponiamo il testo integrale del provvedimento.

 

Riccardo Pieroni

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