Quello che abbiamo visto a un comizio di Trump

Manca meno di un mese alle Presidenziali Usa dell’8 Novembre, abbiamo visto abbastanza della campagna elettorale per poter dire che questa è stata la corsa allo Studio Ovale più trash di sempre. Queste foto scattate da Beth Mallonee Maier sono un ritratto delle tante Americhe che in questi mesi si sono sfidati. Americhe di periferia, di militanti e persone aggrappati a simboli, a slogan, a simboli fallici, mal educati dall’assenza di contenuti e da un senso di inferiorità che due amministrazioni Obama hanno – a loro dire – solamente acuito.

Sono foto rumorose, è protagonista la voce di Trump che balbetta e disordina discorsi. Un pessimo oratore, ci racconta Beth, che tuttavia sa fare il suo lavoro, i teatri lo inneggiano non appena sentono quello che vogliono sentirsi dire. E’ bravo a vendere la propria storia di imprenditore di successo, con grande nochalance; poco importa che il sito Political Fact abbia classificato come “veritiero” solo il 4% delle sue affermazioni, in una forbice di risultati che vede il “completamente falso” al 35% e il “perfetta cazzata” al 17%.

L’eleganza di Trump è specchiata dai suoi più estremi oppositori che, pur di averla vinta, fanno a gara a chi ce l’ha più lungo, letteralmente. Hillary ha provato a spostare l’attacco su vie più civili, finendo per rinunciare a pungere davvero, come nel secondo dibattito.

Intanto la propaganda democratica ha sfornato questo bel sito.

Le foto risalgono a marzo e maggio 2016, sono state scattate in Indiana e Ohio, poco prima della definitiva vittoria di Hillary Clinton della nomination democratica. Clicca sulle foto per aprire lo slideshow.

© Beth Mallonee Maier

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