Cosa è successo nel gp di Phillip Island

Con un mondiale che non ha più niente da dire in merito al vincitore, emergono quelle gare in cui i piloti sono privi di quella ansia psicologica che induce a ragionare ed a non buttarsi a capofitto sul rischio. C’è chi ancora ha qualche prerogativa, ma il peso del trionfo mondiale è un qualcosa di molto più pesante. In questo scenario misto al gelido e meteorologicamente incerto gp australiano, i protagonisti più accreditati si mescolano facilmente con quelli che non ti aspetti.

Cal Crutchlow è stupefacente ed incanta gli appassionati con una prova sontuosa. Questa volta non c’è l’attenuante della pioggia come Brno. Questa volta Crutchlow ha vinto meritatamente su pista asciutta con una Honda non ufficiale. Certo, la caduta di Marc Marquez gli ha spianato la strada, ma El Cabroncito non ha voluto guidare in veste di calcolatore e la caduta è per un suo errore. Il 93 era incalzato dal 35 che gli stava rosicchiando qualche decimo e ha deciso di tirare al massimo per evitare il rientro di Cal. Scelta sbagliata, ma se la poteva permettere.

Meravigliosa prestazione di Valentino Rossi, che dalla quindicesima posizione ha compiuto una rimonta sublime. Una prova che gli consente di consolidare il secondo posto grazie alla mediocre performance di Jorge Lorenzo, solo sesto. Molto bravo anche Viñales, sul podio anche lui in rimonta dalla tredicesima casella. In particolare Maverick ha sconfitto Andrea Dovizioso dimostrando, insieme anche ad Aleix Espergarò, la competitività della Suzuki qui. Ducati ha fatto il possibile, ma la mancanza di grip ha costretto il Dovi ad abdicare per la lotta al podio.  Buono il quinto posto di Pol Espargarò con la Yamaha Tech3.

La gara

Partenza a razzo di Pol Espargarò con Marquez che rimane comunque subito dietro di lui. Rossi, Lorenzo e Viñales partono bene dalle retrovie e iniziano le loro rimonte. Il primato di Espargarò dura meno di un giro e qualche passaggio dopo viene sverniciato anche dal fratello e da Crutchlow. Cal scalza Aleix ed inizia a recuperare su Marc che a sua volta accelera il passo per riallungare. Il 93 forza troppo il ritmo e cade. Crutchlow prende vantaggio, mentre intanto Rossi e Dovizioso arrivano a ridosso di Aleix Espargarò.

Valentino vince i duelli, allunga e si getta vanamente all’inseguimento di Cal, troppo veloce anche per il pesarese. Al Dovi e ad Aleix si aggiunge anche Viñales che sembra averne più di entrambi. La Ducati perde colpi e dopo aver stravinto sui rettilinei finali, viene sorpassata da entrambe le Suzuki. Viñales attacca il teammate che arriva troppo veloce perdendo l’anteriore. Lorenzo  intanto conduce in solitudine una gara anonima dietro anche alla Yamaha Tech 3 di Pol Espargarò.  Posizioni invariate, Rossi sempre più secondo.

La caduta rovinosa di Marquez

La caduta rovinosa di Marquez

Spunti e considerazioni

Il gp di Phillip Island di quest’anno non è stato sicuramente spettacolare come quello del 2015, ma è stato comunque gradevole ed imprevedibile.

Crutchlow conferma la sua straordinaria seconda parte di stagione. Sono un miraggio le cadute, mentre sono molto più concreti i podi. Inoltre con questa vittoria ha eguagliato i successi stagionali di Rossi secondo al mondiale, non cosa da poco. Il talento non gli era mai mancato, la tendenza a cadere nemmeno, ma se questo secondo fondamentale continuasse a migliorare, meriterebbe una Honda ufficiale?

Rossi ottiene ciò che doveva ottenere. Il secondo posto davanti sia a Lorenzo che a Viñales è uno scatto verso il titolo di vice-campione per il terzo anno consecutivo. Questa è la strada giusta per alleviare un mondiale pieno di errori e occasioni perse.

Viñales conquista il secondo podio consecutivo. La sua stagione è stata ottima e lui continua a rimarcarlo ogni settimana. Il secondo posto mondiale è ormai quasi impossibile, ma deturpare Jorge del terzo sarebbe una soddisfazione immensa.

Lorenzo continua ad avere gare no. A differenza di Rossi, il problema di Jorge quest’anno non sono state solo le cadute (inferiori numericamente al dottore), ma la presenza massiccia di prestazioni mediocri (e a volte pessime). Stagione da dimenticare.

Ducati fa il possibile oggi. Dovizioso non ama particolarmente il tracciato australiano ed oggi la Suzuki aveva qualcosina in più. Sufficiente il quarto posto.

Il trittico si concluderà domenica prossima a Sepang. Le premesse saranno le stesse di Phillip Island. Marquez si divertirà e gli altri piloti andranno alla ricerca di vittorie (o piazzamenti) per glorificarsi almeno per un giorno.

Federico Cirasino

© riproduzione riservata

 

Questo sito usa cookie  per offrirti la migliore esperienza possibile. Accetta l'uso o cambia le tue impostazioni dei cookie.