Chi ci ha convinto in questa stagione di ciclismo?

La stagione 2016 di ciclismo si è conclusa con il Campionato del Mondo su strada vinto da Peter Sagan. Lo slovacco ha confermato in Qatar il titolo già conquistato a Richmond nel 2015. Il fenomeno ventiseienne è stato il protagonista di quest’annata ciclistica. Andiamo a rivivere la stagione appena conclusa attraverso alcuni dei suoi protagonisti.

 

FABIAN CANCELLARA: 7+.

L’ultimo anno di professionismo del campione svizzero è caratterizzato da tante vittorie ed alcune delusioni. Vince subito il Trofeo Serra de Tramuntana, una crono in Algarve e alla Tirreno e le Strade Bianche. Alla Sanremo prova un attacco senza successo ed ottiene due quarti posti tra Harelbeke e Gent-Wevelgem. Al Fiandre perde il treno di Sagan nel momento decisivo ed è costretto ad accontentarsi di un secondo posto. Disattento e sfortunato anche alla Roubaix, dove cade e conclude lontano dalle prime posizioni. Viene al Giro per vestirsi di Rosa, senza successo. A Giugno vince una crono al Giro di Svizzera ed il titolo nazionale. Dopo un Tour non da protagonista, vince a Rio il suo secondo titolo olimpico andando a concludere nel migliore dei modi una carriera straordinaria.

ADAM YATES: 7.

Stagione della consacrazione per il talento britannico. L’inizio di stagione non è eccezionale, arriva infatti a Giugno senza piazzamenti di rilievo. Al Giro del Delfinato ottiene un incoraggiante settimo posto nella generale. Al Tour si conferma in ottima condizione e, nonostante una corsa in difesa, lo chiude con un inaspettato quarto posto. Dopo il Tour arrivano un sedicesimo posto a San Sebastian ed un quindicesimo a Rio. Con il gemello Simon è destinato ad essere uno dei grandi protagonisti del ciclismo dei prossimi anni.

RICHIE PORTE: 7.

Subito secondo al Tour Down Under, si conferma in condizione anche a Marzo con un terzo posto alla Parigi-Nizza ed un quarto in Catalunya. A Giugno è ancora quarto al Delfinato e si presenta al via del Tour con l’obiettivo podio. Corre un ottimo Tour dimostrandosi spesso l’unico in grado di tenere Froome in salita. Il quinto posto finale, complice anche un ritardo accumulato in una delle prime tappe, lo trasporta su un’altra dimensione. La sua stagione termina praticamente a Parigi. L’anno prossimo dovrebbe avere l’intera BMC a disposizione e vederlo sul podio di Parigi sembra tutt’altro che utopia.

BOB JUNGELS: 7.

Stagione sopra ogni aspettativa per il giovane lussemburghese. Passato professionista con la nomea di nuovo Cancellara, sta lentamente diventando un corridore da corse a tappe. Inizia bene con un dodicesimo posto nella generale nella Vuelta Valenciana ed una straordinaria vittoria di tappa in Oman. Conferma quanto di buono fatto vedere con un terzo posto nella generale alla Tirreno Adriatico ed un terzo posto di tappa al Romandia. Al Giro si presenta per la prima volta con l’idea di testarsi per la classifica in una Grande Giro. La sua risposta è eccellente: veste per 3 giorni la Maglia Rosa e conclude sesto in classifica. Nella seconda parte di stagione i risultati sono di caratura inferiore, con la doppietta la campionato nazionale ed il decimo posto all’Eneco Tour come risultati di maggior rilievo. Il Lussemburgo sembra aver trovato una nuova gemma. Ciclista eclettico, ha dimostrato di poter dire la sua su quasi tutti i terreni. Sarà fondamentale per lui confermarsi nella prossima stagione.

ENRICO GASPAROTTO: 7.

Altra stagione caratterizzata da grandi prestazioni nelle classiche delle Ardenne. Dopo un inizio sottotono, inizia a farsi vedere in Catalunya con quattro piazzamenti in top10. Ad Aprile è secondo al Brabante, vince per la seconda volta l’Amstel, è quinto alla Freccia e dodicesimo alla Liegi. Nel resto della stagione arrivano altri piazzamenti in corse non di primissimo piano. L’anno prossimo si trasferirà al Team Bahrain e tornerà a correre nel circuito WT. Quindi, oltre a confermarsi nelle Ardenne, sarà chiamato a far bene anche nelle altre corse di primo piano.

Il trionfo di Gasparotto all'Amstel

Il trionfo di Gasparotto all’Amstel

ANDRE GREIPEL: 7.

Sono anni ormai che è sempre uno dei migliori al mondo in volata e quest’anno non fa differenza. A Febbraio vince due semiclassiche spagnole mentre a Marzo non riesce a conquistare successi. Corre un Fiandre e una Roubaix all’attacco e, nel mezzo, è terzo allo Scheldeprijs. Dopo una vittoria di tappa in Turchia, conquista tre vittorie al Giro d’Italia. A Giugno vince una tappa in Lussemburgo e si laurea Campione nazionale. Al Tour riesce a vincere l’epilogo di Parigi sui Campi Elisi. Ad Ottobre si presenta come capitano tedesco al via del Mondiale ma non va oltre un quarantaduesimo posto. Che dire? Una certezza. Per continuità è secondo solo a Cavendish come miglior sprinter degli ultimi 10 anni.

ILNUR ZAKARIN: 7.

Buon inizio di stagione per il russo con un settimo posto in Algarve ed il quarto (con vittoria di tappa) alla Parigi-Nizza. Dopo un settimo posto in Catalunya, corre una Liegi d’attacco concludendola quinto. Altro quarto posto al Giro di Romandia, dove si conferma uno dei più forti al mondo nelle corse di una settimana. Al Giro è in lotta per il podio ma nella diciannovesima tappa una bruttissima caduta lungo la discesa del Colle dell’Agnello lo costringe al ritiro. Si presenta quindi al via del Tour senza ambizioni di classifica e riesce a raccogliere una preziosa vittoria di tappa. Conclude la stagione senza ulteriori squilli. Quest’anno ha mostrato di poter reggere le tre settimane, l’anno prossimo sarà chiamato a concretizzare quanto di buono fatto quest’anno al Giro.

GIANLUCA BRAMBILLA: 7-.

Il ventinovenne italiano vive probabilmente la sua migliore stagione in carriera. Inizia con il botto vincendo il Trofeo Pollenca, sua prima corsa stagionale, battendo Kwiatkowski e Stybar. Conquista altri piazzamenti importanti in Spagna e in Oman, dove conclude anche decimo nella generale. Torna in Italia con un grande terzo posto alle Strade Bianche e un’ottima Tirreno conclusa dodicesimo. Al Giro si toglie la soddisfazione di vincere una tappa e di indossare per due giorni la Maglia Rosa. Tra Giugno e Luglio sfiora il titolo nazionale (secondo dietro Nizzolo) ed è molto competivo a San Sebastian (sesto). Dopo una buona Vuelta a Burgos (settimo), vince una tappa anche alla Vuelta a Espana. Chiude la stagione con un ottavo posto alla Tre Valli Varesine e un dodicesimo al Giro di Lombardia. Stagione di occasioni sfruttate che potrebbe valere una maggiore fiducia in casa Etixx per il prossimo anno.

FERNANDO GAVIRIA: 7-.

Il giovane velocista colombiano conferma che sarà “the next big thing” del ciclismo mondiale. Arrivano subito due vittorie in Argentina ed una in Provenza. Alla Tirreno-Adriatico vince ancora ed alla Sanremo solo una sua disattenzione nel finale lo priva di un grandissimo risultato. Fa vedere buone cose anche sul pavè, con il decimo posto alla Dwars door Vlaanderen ed un sesto alla Gent-Wevelgem. Si comporta bene anche nella seconda parte di stagione. Vince infatti due tappe in Polonia, il GP Van Petegem e soprattutto la Parigi-Tours. Non c’è dubbio sul fatto che il talento sudamericano sia destinato a scrivere la storia contemporanea del ciclismo, forse già dal prossimo anno.

JULIAN ALAPHILIPPE: 6,5.

Dopo un 2015 rivelatore, era atteso ad una stagione da protagonista assoluto. I primi risultati importanti arrivano solo ad Aprile, quando è ottavo al Brabante, sesto all’Amstel e secondo alla Freccia. Tra Maggio e Giugno domina il Tour of California e conclude sesto il Giro del Delfinato. Il Tour, nel quale arrivano solo piazzamenti, è sotto le aspettative. A Rio è uno dei più forti ma una caduta lo relega ad una immeritata medaglia di legno. Ultimi acuti della sua stagione sono il secondo posto all’Europeo ed il decimo a Montreal. Il francese è uno dei talenti più grandi della sua generazione e il suo miglioramento in salita induce a pensare che possa davvero essere l’erede di Valverde.

STEVEN KRUIJSWIJK: 6,5.

I primi mesi dell’anno sono poveri di risultati per lo scalatore olandese, ad eccezione di un quinto posto al Tour de Yorkshire. In Maggio si presenta al Giro con l’intento di confermare quanto di buono fatto nella terza settimana dell’anno precedente. Nel secondo fine settimana va a prendersi con autorità la Maglia Rosa e ne sembra essere padrone incontrastato. Ma la diciannovesima tappa gli risulta fatale a causa di una caduta lungo il Colle dell’Agnello che lo costringe ad un inseguimento disperato. Conclude il Giro fuori dal podio, con uno scialbo quarto posto. Nel resto della stagione non arrivano risultati significativi. In particolare alla Vuelta è costretto al ritiro (era ormai fuori dallo lotta per la vittoria) a causa di un paletto non segnalato dalla giuria. Il Giro l’anno prossimo lo aspetta per riprendersi quanto lasciato quest’anno.

Un Kruijswik decisamente soddisfatto dopo la conquista della maglia rosa

Un Kruijswik decisamente soddisfatto dopo la conquista della maglia rosa

MARCEL KITTEL: 6,5.

Dopo un 2015 tribolato, il velocista tedesco torna ad essere uno dei migliori al mondo nella specialità. Arrivano cinque vittorie tra Dubai Tour e Algarve. Ad Aprile vince lo Scheldeprijs ed una tappa al Romandia. Al Giro d’Italia vince le prime due volate e si ritira dopo una settimana. Una vittoria arriva anche al Tour ma è spesso costretto ad arrendersi ad un rinato Cavendish. Ad inizio Settembre vince il GP Fourmies mentre al Mondiale è costretto al ritiro non riuscendo a reggere il ritmo belga.

BAUKE MOLLEMA: 6,5.

Inizia discretamente la stagione con un terzo posto in Andalucia ed un nono alla Tirreno Adriatico. Ad Aprile ottiene due noni posti, uno alla Liegi e uno nella classifica generale del Romandia. Dopo un Delfinato incolore, si presenta al via del Tour con ambizioni di top5. In Francia tutto sembra andare alla perfezione con l’olandese che mantiene il secondo posto in classifica fino a tre tappe dalla fine. Nella diciannovesima tappa cade ed è costretto a dire addio anche alla top10, concludendo il Tour all’undicesimo posto. Ristabilitosi, va a vincere alla grande una settimana dopo la Clasica di San Sebastian. Si presenta a Rio come uno dei favoriti, senza però riuscere ad esprimersi al meglio. Al Tour of Alberta conclude secondo nella generale con una vittoria di tappa, ultimo squillo della sua stagione. L’anno prossimo potrebbe essere costretto a dirottare sul Giro le sue ambizioni a causa dell’arrivo di Contador in Trek. In Italia potrebbe trovare il primo podio in un Grande Giro che finora gli è sempre sfuggito.

MIGUEL ANGEL LOPEZ: 6,5.

Il talento colombiano conferma quanto di buono si è detto di lui negli ultimi anni. Parte bene con un quarto posto al Tour de San Luis e un terzo al Giro di Langkawi. In entrambe le occasioni vince anche una tappa battendo, tra gli altri, Nairo Quintana. Dopo tre mesi senza risultati eclatanti, si presenta al via del Giro di Svizzera. In terra elvetica esprime tutto il suo talento e si porta a casa la classifica generale. Forte di questa prestazione, è il capitano della Astana per la Vuelta. Purtroppo a causa di una caduta è costretto al ritiro nel suo primo Grande Giro in carriera. Nel finale di stagione riesce anche a vincere la Milano-Torino, battendo Woods, Uran e Dani Moreno. Il talento c’è, i risultati anche. Se sarà capace di tenere le tre settimane, sarà un avversario durissimo per tutti.

EDVALD BOASSON HAGEN: 6+.

Ad inizio stagione sembra quasi tornato il corridore che qualche anno fa fece gridare al fenomeno gli appassionati di ciclismo. Vince tre tappe tra Oman e Qatar ed è terzo e settimo in due tappe alla Tirreno-Adriatico. Delude alla Sanremo (ventiseiesimo), alla Gent-Wevelgem (diciottesimo) e al Giro delle Fiandre (ventitreesimo). Torna finalmente competitivo alla Parigi-Roubaix, che conclude quinto giocandosi fino alla fine la vittoria. A Giugno torna alla vittoria al Giro del Delfinato (tappa e classifica a punti). Vince entrambi i campionati nazionali (su strada e a cronometro). Al Tour de France non va oltre un terzo posto di tappa, arrendendosi a Sagan e Matthews. Dopo un decimo posto alla Bretagne Classic, vince ancora una tappa all’Eneco Tour. Conclude la stagione con un sesto posto ai Mondiali, davanti al suo (presunto) capitano Kristoff. Decisamente meglio delle ultime stagioni, potrebbe essere un nuovo punto di partenza.

Boasson Hagen trionfante in Oman.

RUI COSTA: 6+.

L’ex campione del mondo si conferma competitivo nelle corse a tappe di una settimana e nelle classiche vallonate. Conquista infatti un quinto posto in Oman, un decimo alla Parigi-Nizza ed un settimo al Pais Vasco. Bene anche nelle Ardenne, dove è diciassettesimo all’Amstel, decimo alla Freccia e soprattutto terzo alla Liegi. Nelle brevi corse a tappe svizzere è come al solito competitivo, sesto al Romandia e settimo al Giro di Svizzera. Al Tour de France si presenta con l’obiettivo di vincere una tappa, fallendo. Conclude la stagione senza altri risultati significativi, ad eccezione del decimo posto a Rio e del sesto all’Europeo. Stagione sufficiente ma nulla più, sulla falsariga delle ultime. Sembrano lontani i tempi di Firenze.

NACER BOUHANNI: 6+.

Stagione non all’altezza delle alte aspettative per il francese, sia a causa di sfortuna che per sua colpa. Dopo due secondi posti, trova la vittoria a Febbraio in una tappa dell’Andalucia. Terzo alla Kuurne-Bruxelles-Kurne, brilla alla Parigi Nizza con due podi ed una vittoria di tappa. Alla Milano-Sanremo, dove si presenta come uno dei favoriti, è perfetto fino ai -200m dall’arrivo quando un problema meccanico lo relega al quarto posto. Fa incetta di vittorie (5) tra Catalunya e Picardia. Vince ancora al Giro del Delfinato e si prepara a vivere un Tour da protagonista assoluto ma una rissa gli causa una ferita alla mano che lo costringe a saltare la più grande corsa al mondo. Nella seconda parte di stagione arrivano altre vittorie in Francia ed un terzo posto alla Bruxelles Classic. Anche al Mondiale, dove era uno dei favoriti, è costretto dalla tattica belga ad un anonimo trentaduesimo posto. Senza la sua testa calda (e sfortuna) probabilmente saremmo a parlare di una stagione ottima considerato il talento sconfinato del francese.

ALEXANDER KRISTOFF: 6.

Tante vittorie ma poche di qualità per il norvegese che negli ultimi anni si era imposto come uno dei migliori sprinter e cacciatori di classiche al mondo. Cinque vittorie tra Qatar e Oman, è secondo alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne e in una tappa alla Parigi-Nizza. Solo sesto alla Milano Sanremo, vince una tappa concludendo secondo nella generale alla Tre Giorni di LaPanne. Al Giro delle Fiandre, dove si presenta campione in carica, è costretto ad arrendersi allo strapotere di Sagan, Vanmarcke e Cancellara, concludendo fuori dal podio. E’ lontano dai primi anche alla Parigi-Roubaix. In Maggio vince una tappa in California mentre a Giugno resta a secco, costretto a due secondi posti tra Delfinato e Campionato Nazionale. Anche il Tour, nonostante lo si veda spesso nella top5 di tappa, è per lui privo di vittorie. Dopo il Tour vince corse in Norvegia e si classifica terzo e quinto alla Bretagne Classic e alla Classica di Amburgo. Al Mondiale di Doha corre una corsa di testa ma in volata arriva un deludente settimo posto. Stagione di transizione per il forte norvegese che l’anno prossimo sarà chiamato a tornare al suo massimo, anche per sfruttare l’occasione del Mondiale in casa.

DANIEL MARTIN: 6.

Il nipote di Stephen Roche sta completando la sua trasformazione in uomo da Grandi Giri. Inizia la stagione vincendo alla Volta Valenciana. Bene anche in Catalunya dove arrivano vittoria di tappa e terzo posto nella generale. Nelle classiche delle Ardenne, suo terreno di caccia, non va oltre un terzo posto alla Freccia Vallone. Dopo un mese lontano dalle competizioni, torna subito competitivo al Giro del Delfinato. Nella corsa di preparazione al Tour si mostra competitivo come non mai in salita e conclude terzo nella classifica generale. Al Tour è da podio per i primi dieci giorni, per poi scendere di condizione concludendo con un comunque soddisfacente nono posto, sua prima top10 nella corsa francese. Negli ultimi mesi di stagione arrivano alcune discrete prestazioni a San Sebastian, a Rio e agli Europei. Nel complesso una stagione sufficiente ma da un vincitore di Liegi e Lombardia ci si aspetta di più.

SEP VANMARCKE: 6-.

Ennesima stagione agrodolce (sempre più agro che dolce) per il passista belga. Raccoglie in Marzo due top10 alla Parigi-Nizza, un ottavo posto ad Harelbeke ed è secondo alla Gent. Tra Fiandre e Roubaix si conferma uno dei più grandi interpreti del pavè in attività ma la vittoria gli sfugge ancora. Arrivano infatti solo un terzo ed un quarto posto. Il resto della stagione è privo di altri grandi risultati, ad eccezione di un paio di vittorie in Olanda. Il prossimo anno cambierà squadra, sperando che il nuovo ambiente lo aiuti a sbloccarsi.

Matteo Coletta
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