Sagan e i suoi inseguitori

La stagione 2016 di ciclismo si è conclusa con il Campionato del Mondo su strada vinto da Peter Sagan. Lo slovacco ha confermato in Qatar il titolo già conquistato a Richmond nel 2015. Il fenomeno ventiseienne è stato il protagonista di quest’annata ciclistica. Andiamo a rivivere la stagione appena conclusa attraverso i suoi protagonisti principali.

PETER SAGAN: 10-.

Nei primissimi mesi dell’anno sembra colpito dalla maledizione della maglia iridata. Tanti piazzamenti e nessuna vittoria per lui. Secondo all’Het Nieuwsblad, quarto alle Strade Bianche, due volte secondo di tappa e secondo generale alla Tirreno. Corre una Milano-Sanremo sotto le aspettative, anche a causa di Gaviria che lo rallenta nel finale. Ancora secondo ad Harelbeke, si toglie la prima soddisfazione stagionale nella Gent-Wevelgem. Da lì in poi è un successo dopo l’altro. Vince il Giro delle Fiandre, due tappe al Giro di California e due al Tour de Suisse. Al Tour de France vince tre tappe e la quinta maglia verde. In Canada ottiene un primo ed un secondo posto tra Quebec e Montreal invertendosi la posizione con Van Avermaet. Domina la prima edizione del Campionato Europeo e vince due tappe all’Eneco Tour (terzo nella generale). Conclude la stagione nel migliore dei modi confermandosi campione del mondo a Doha. Il meno nel voto deriva dalla prestazione incolore alla Sanremo e dall’errore tattico alla Parigi-Roubaix. Per il resto è stato semplicemente perfetto.

CHRIS FROOME: 9.

Il capitano della Sky decide di iniziare la stagione più tranquillamente del solito. La prima vittoria di peso arriva infatti a fine Aprile in una tappa del Giro di Romandia. Dopo la pausa di Maggio si ripresenta al via del Delfinato, vinto non senza qualche difficoltà. Al Tour de France si riconferma vincitore correndo in maniera più accorta e solida degli anni precedenti. La Vuelta Espana lo vede di nuovo protagonista ma costretto ad arrendersi a Quintana. Alla fine arriva comunque un buon secondo posto con due vittorie di tappa. Tra i due GT fa in tempo anche a vincere una medaglia di bronzo a cronometro a Rio. Stagione quasi perfetta la sua.

ESTEBAN CHAVES: 8,5.

Stagione straordinaria per il giovane scalatore colombiano. Dopo un approccio leggero alla stagione, trova il primo picco di forma al Giro d’Italia. Nel primo dei Grandi Giri lotta fino alla fine per la vittoria, concludendo secondo e vincendo una tappa. A Rio, dove si presentava come uno dei principali outsider, delude e termina lontano dalle medaglie. Alla Vuelta conferma la crescita mostrata al Giro. E’ competitivo per il podio durante tutte le tre settimane e acciuffa il terzo posto nella penultima tappa con una delle azioni più belle del 2016. Con la condizione di fine Vuelta, nel finale di stagione centra la vittoria al Giro dell’Emilia e, soprattutto, al Giro di Lombardia. Dopo il grave incidente nei primi anni di professionismo, il colombiano sta finalmente raggiungendo il livello che tutti si aspettavano da lui. Il futuro è tutto suo.

Chaves trionfante sul traguardo di Bergamo.

NAIRO QUINTANA: 8,5.

Grande inizio di stagione con il terzo posto al San Luis (vinto dal fratello Dayer) e la vittoria in Catalunya. Tra Aprile e Maggio è terzo al Pais Vasco (secondo nella crono) e vince il Giro di Romandia con tappa annessa. In preparazione al Tour domina la Route du Sud. In Francia invece non riesce mai a trovare la condizione e fa corsa anonima concludendo terzo nella generale. Voglioso di vendetta, si presenta al via della Vuelta. In Spagna riesce a battere il rivale Froome e si porta a casa il suo secondo Grande Giro. Annata di alto livello per il fenomeno colombiano che però ha ancora una volta mancato l’appuntamento con la vittoria del Tour. L’anno prossimo dovrà sfatare quella che sta rischiando di diventare una maledizione.

ROMAIN BARDET: 8.

Corre una buona prima parte di stagione con tanti risultati di livello nelle brevi corse a tappe. E’ infatti secondo in Oman, nono alla Parigi-Nizza e sesto in Catalunya e al Giro del Trentino. Dopo una buona Liegi (tredicesimo, nel gruppo dei migliori) e un Romandia sotto le aspettative, si prende una pausa dalle corse a Maggio. Rientra nel migliore dei modi con un ottimo Delfinato, chiuso secondo dietro a Froome. Al Tour conferma quanto di buono fatto vedere al Delfinato, concludendo secondo sempre dietro il britannico e vincendo una tappa. Si presenta a Rio con grandi aspettative ma delude, finendo lontano dai primi e mai davvero in corsa per una medaglia. Termina la stagione molto bene con un secondo posto al Giro dell’Emilia e un quarto posto al Giro di Lombardia. Il suo talento sta finalmente sbocciando.

ALEJANDRO VALVERDE: 8.

Vince il premio Stakanovista 2016. Corre (quasi) senza sosta da fine Gennaio ad inizio Ottobre. E vince. Inizia con tappa e generale alla Vuelta Andalusia e due tappe e generale alla Vuelta Castilla y Leon. Nel mezzo decimo alle Strade Bianche, quindicesimo alla Sanremo e quarto alla Klasika Primavera. Torna dalla campagna delle Ardenne con la vittoria alla Freccia e un deludente (per lui) sedicesimo posto alla Liegi. Prende il via al Giro d’Italia per la prima volta in carriera. Lo conclude terzo togliendosi anche la soddisfazione di vincere una tappa. Al Tour de France corre in appoggio del suo giovane compagno di squadra Quintana. Nonostante i doveri di gregariato riesce a concludere sesto, sfiorando anche una vittoria di tappa. Dopo un terzo posto a San Sebastian, si mette a disposizione di Purito Rodriguez a Rio. Corre anche la Vuelta restando terzo in classifica nelle prime due settimane. La conclude dodicesimo ma risulta decisivo per la vittoria di Quintana. Finisce la sua fantastica stagione al Giro di Lombardia, terminato sesto. Difficile fare di più. E’ come il vino buono, più invecchia e più migliora.

GREG VAN AVERMAET: 8.

Inizia subito bene l’anno con un terzo posto nella generale in Qatar e tanti piazzamenti nei cinque tra Oman e lo stesso Qatar. Vince con autorità la Het Nieuwsblad battendo Sagan ed è sesto alle Strade Bianche. Continua a vincere alla Tirreno-Adriatico dove si impone sia in una tappa che nella classifica generale, sempre davanti allo slovacco. Dopo un ottimo quinto posto nella Milano-Sanremo, si presenta con grandi ambizioni al via della campagna del Nord. Una caduta al Giro delle Fiandre lo taglia però fuori dai giochi ed è costretto a stare ai box un mese e mezzo. Dopo un rientro soft tra California e Delfinato, torna alla vittoria al Tour de France in una tappa di montagna. Quinto a San Sebastian, trionfa a Rio dove mostra tutta la sua sagacia tattica ed i miglioramenti in salita. Raccoglie un primo ed un secondo posto nella trasferta canadese, alternando i piazzamenti con Sagan. Dopo un buon Eneco Tour (quarto), chiude la stagione con un Mondiale corso all’attacco e chiuso decimo. E’ la migliore stagione della carriera per il belga, che l’anno prossimo vorrà riprendersi quanto lasciato al Nord con la caduta al Fiandre.

L’esultanza di Van Avermaet a Rio.

ARNAUD DEMARE: 7,5.

Buon inizio di stagione con due successi di tappa tra Méditerranéenne e Parigi-Nizza e l’undicesimo posto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Trionfa da outsider alla Milano-Sanremo, primo grande successo della sua carriera. Dopo un ottimo quinto posto alla Gent-Wevelgem, una caduta al Giro delle Fiandre lo costringe a saltare anche la Parigi-Roubaix. Prende parte al Giro d’Italia ma non va oltre due secondi posti di tappa. A Giugno vince una tappa alla Route du Sud. Il suo finale di stagione è caratterizzato da tanti piazzamenti, tra i quali i secondi posti alla Brussels Classic e alla Parigi Tour, e dalla vittoria al Memoriale Vandenbroucke. Chiude la stagione con una prova deludente al Mondiale di Doha. Questa è stata la stagione della consacrazione per il velocista francese che l’anno prossimo sarà chiamato a confermarsi e, se possibile, a migliorare ulteriormente.

MARK CAVENDISH: 7,5.

E’ stata la stagione della rinascita per Cav dopo alcune annate difficili. Tanti piazzamenti, una vittoria di tappa e quella nella generale tra Qatar e Dubai Tour. Deludente alla Tirreno-Adriatico e alla Milano-Sanremo, torna competitivo con il secondo posto allo Scheldeprijs. Trentesimo alla Parigi-Roubaix, centra due vittorie di tappa tra Croazia e California. Al Tour vince quattro tappe tornando ad essere il velocista principe in Francia. Nella seconda parte di stagione arrivano il sesto posto alla Parigi-Tours e il secondo al Mondiale. Conclude la stagione con due vittorie di tappa all’Abu Dhabi Tour. L’anno prossimo il calendario sarà pressoché lo stesso, magari con un ulteriore occhio di riguardo per la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix.

TOM DUMOULIN: 7,5.

Ad inizio stagione si pone tre obiettivi principali: la Maglia Rosa, le crono del Tour e la crono olimpica. Nella prima parte di stagione ottiene buoni risultati in Oman (quarto), alla Parigi-Nizza (dodicesimo) e in Romandia (quinto). A Maggio è quindi la volta del primo grande obiettivo: il Giro. Vince il prologo indossando subito la Maglia Rosa che riesce a tenere per 6 giorni totali. Al Tour riesce a vincere due tappe: una con arrivo in salita (battendo Rui Costa e Majka) e una a cronometro. Quando tutto sembra andare per il meglio in vista di Rio, cade in una delle ultime tappe e si frattura il radio. Si presenta comunque a Rio dove però, non al 100%, è costretto ad inchinarsi a Cancellara. Dopo l’argento olimpico arrivano un terzo posto al Tour of Britain ed un nono all’Eneco Tour. Conclude la stagione con un mondiale deludente nel quale si classifica soltanto undicesimo. L’anno prossimo con ogni probabilità tornerà a testarsi nelle classifiche dei Grandi Giri e noi lo attendiamo al varco.

Dumoulin all’attacco in Maglia Rosa.

MATHEW HAYMAN: 7,5.

E’ stata la stagione della vita per il quasi quarantenne australiano. Caduto alla Het Nieuwsblad fratturandosi il radio, vince inaspettatamente un mese e mezzo dopo la Parigi-Roubaix battendo Sua Maestà Tom Boonen. Nel resto della stagione si limita ad un ottimo lavoro di gregariato per i suoi capitani. Particolarmente rilevante è la sua prova al Mondiale, dove è l’unico gregario di Matthews nel gruppo di testa selezionato dal vento. Difficile che il “vecchio” Hayman l’anno prossimo riesca a confermarsi, ma sarebbe bello rivederlo protagonista alla Roubaix.

VINCENZO NIBALI: 7,5.

Il siciliano inizia bene la stagione con la vittoria della classifica generale in Oman (con tappa) e il sesto posto alla Tirreno-Adriatico “tagliata”. Delude al Giro del Trentino e alla Liegi, corsi in maniera incolore. Al Giro d’Italia, vero obiettivo stagionale, non sembra il vero “Squalo dello stretto” per le prime 18 tappe. Nelle ultime due tappe alpine, più di testa che di gambe, rovescia la situazione vincendo il suo secondo Giro. Corre un Tour anonimo, in appoggio ad Aru e alla ricerca di una tappa, in preparazione dei Giochi Olimpici. A Rio mostra un’ottima condizione ma una caduta nell’ultima discesa lo priva di una medaglia certa. La sua stagione termina praticamente lì. Torna in gara alla Tre Valli Varesine e al Tour of Almaty senza lasciare il segno. Stagione nel complesso buona nonostante alcune ombre. L’anno prossimo sarà chiamato a fare meglio con il nuovo Team Barhain.

WOUT POELS: 7,5.

Lo scalatore olandese parte bene con il doppio successo di tappa e quello nella generale alla Vuelta Valenciana. Si conferma ad un buon livello con il sesto posto in Andalucia ed il quattordicesimo alla Tirreno. Nella campagna delle Ardenne raccoglie i migliori risultati della sua carriera: quarto alla Freccia e vincitore alla Liegi. Tra Delfinato e Tour de France si conferma uno dei gregari più affidabili di Froome, scortandolo nel migliore dei modi. Dopo un’Olimpiade sotto tono torna al successo al Tour of Britain, ultimo squillo stagionale. Ha già reclamato più spazio da capitano per l’anno prossimo in Sky dovranno accontentarlo.

Matteo Coletta
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