In Germania stiamo assistendo ad una nuova cavalcata in stile Leicester”. E’ il pensiero che ha affollato i più quando scorrendo la classifica della Bundesliga si sono accorti che in testa non c’era il solito Bayern Monaco. In realtà non è proprio così. A ben vedere la squadra dell’est della Germania ha ben poco da spartire con le Foxes di Claudio Ranieri, in quanto dietro al Lipsia agisce un colosso come la Red Bull, che dopo aver dominato in F1 sembra proiettato a scalare le vette del calcio tedesco. Il Lipsia è in vetta alla Bundesliga dopo aver suggellato il suo fantastico inizio di stagione con una splendida vittoria ai danni del Bayer Leverkusen, che tra le mura amiche difficilmente si fa sorprendere. La favola Lipsia non è stata accolta in patria da manifestazioni di giubilo, dato che molte realtà piccole paragonabili a quella della città Sassone hanno fortemente criticato l’ascesa del Lipsia, in quanto spinta dai soldi e non dalla passione facendo perdere al calcio tutto il suo lato più romantico e nostalgico. A questo proposito non si possono non ricordare le manifestazioni di protesta dei tifosi del Colonia e dei tifosi del Dinamo Dresda, che si sono resi protagonisti del lancio di una testa di toro in campo, richiamando il simbolo della Red Bull. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma è ancora possibile parlare di calcio, senza fare riferimento al “dio denaro” che rende storie apparentemente da favola semplici operazioni di marketing?

STURM UND DRANG

Analizzando il monte ingaggi del Lipsia ci si accorge che ammonta a circa 82 milioni di euro, a dispetto del Bayern Monaco che tocca quota 600 milioni. Insomma sicuramente la disponibilità economica è un fattore che sposta gli equilibri ma non è tutto, perché altrimenti assisteremo a partite e campionati già decisi in partenza. Uno degli aspetti che salta subito all’occhio leggendo la formazione del Lipsia è l’età media molto bassa, intorno a 23 anni, che fa essere la squadra tedesca una delle più giovani del panorama continentale. La politica dei giovani è stata sposata a pieno dal direttore sportivo Ralf Ragnick, che una recente intervista ha evidenziato come il lavoro della società sia stato quello di cercare i migliori prospetti under 23 non ancora sbocciati con l’obiettivo di amalgamarli creando una vera e propria potenza. Per mettere in pratica questa politica la Red Bull si è servita anche dell’esperienza maturata nella gestione del Salisburgo, primo club ad essere acquistato dal colosso austriaco. Dopo nove anni il Salisburgo non è ancora riuscito ad ottenere la prima qualificazione in Champions League al cospetto dei numerosi investimenti fatti, fattore che ha contribuito a far diventare la compagine austriaca una costola della neonata Red Bull Lipsia. L’esempio del Lipsia mostra come una corretta programmazione è fondamentale per diventare una società di successo, aspetto che squadre come Inter e Roma fanno fatica ad assimilare. In Italia non a caso il “progetto Juve” ha fatto sì che il campionato divenga fin da subito una lotta per il secondo posto, causando un evidente calo della nostra Serie A.

LE ORIGINI

Il Lipsia nasce nel 2009, quando la Red Bull decide di investire nel calcio tedesco rivitalizzando l’area est della Germania, da troppo tempo incapace di trovare una squadra in grado di recitare il proprio ruolo in Bundesliga. Il colosso acquista la licenza sportiva del Markranstadt, società di quinta divisione tedesca dandole il nome di RB Lipsia. Il riferimento è chiaramente alla Red Bull, anche se in Germania vige una legge ben precisa che vieta le società calcistiche di far apparire nella loro denominazione sociale il nome della franchigia, ad eccezione del Bayer Leverkusen per motivi storici. I vertici del Lipsia hanno aggirato la legge, affermando che la sigla RB stava per “Rasenballsport”, ovvero sport della palla che rotola sul prato. L’escamotage è sembrato da subito un’evidente forzatura, causando le ire dei più disparati come già abbiamo avuto modo di mettere in luce in precedenza. La scalata si è conclusa nel 2016 quando il Lipsia ha contribuito a far riavere all’ex Repubblica Democratica Tedesca una squadra presente in Bundesliga, a distanza di sette anni. Infatti l’ultimo squadra dell’Est della Germania presente nella massima divisione tedesca era stata l’Energie Cottbus, che annovera tra i suoi tifosi la cancelliera Angela Merkel. Fin da subito il RB Lipsia ha avuto un grossissimo seguito di tifosi, attirando per lo più le fasce più giovani e le donne favorevoli fin da subito all’investimento della Red Bull. I più anziani sono rimasti fedeli alla tradizione, continuando a parteggiare per il Lokomotiv Lipsia anche perché da quelle parti il tifo è spesso associato all’ideologica politica; non a caso i tifosi del Lokomotiv sono noti per le loro simpatie nei confronti dei movimenti neonazisti. Si può benissimo dire che la stragrande maggioranza dei supporters del Lipsia potrebbe essere inserita nel settore famiglia dell’Olimpico.

COME GIOCA IL LIPSIA

Il sistema di gioco adottato da Hasenhuttl è il 4-2-2-2, che in fase offensiva si trasforma in un 4-2-4 mentre in fase difensiva diventa un 4-5-1 dato che la seconda punta di solito molto abile nel pressare gli avversari si abbassa sulla linea dei centrocampisti. Uno degli elementi chiave del Lipsia è sicuramente il lavoro svolto da due centrocampisti centrali che solitamente sono Keita e Ilsanker o all’occorrenza il più difensivo Demme. Demme e Ilsanker svolgono la funzione di schermi davanti alla difesa in modo tale da evitare l’inferiorità numerica quando la squadra avversaria attacca, inoltre in fase di impostazione sono abili a farsi trovare immediatamente dai difensori centrali per garantire un’uscita di palla sempre veloce. Keita è il “Kantè” del Lipsia, dato che oltre ad avere sette polmoni, riuscendo a rincorrere qualsiasi cosa gli capiti intorno, sa essere decisivo in fase propositiva permettendo ai suoi compagni di attaccare il più delle volte in superiorità numerica. Sulle fasce agiscono due veri e propri stantuffi come Burke e Folsberg che, al pari di Mahrez e Albrighton nel Leicester, hanno il compito di dare equilibrio al centrocampo non lasciando in balia degli avversari i centrocampisti centrali. In fase offensiva si trasformano in ali accompagnando le due punte e dando spesso profondità alla manovra del Lipsia. Il gioco sulle fasce è sicuramente è una delle componenti principali del modo di intendere il calcio di Hasenhuttl. A testimonianza di ciò occorre menzionare anche la spinta che garantiscono i due terzini Bernando e Halsenterberg, in grado di alzarsi molto spesso sulla linea del centrocampo in modo da bloccare sul nascere le avanzate degli esterni avversari. A trasformare in oro la grande mole di gioco dei compagni ci pensano Poulsen e Werner, capaci grazie alle loro diverse caratteristiche di compensarsi a vicenda. Poulsen è la classica punta centrale alla “Mandzukic”, abile nel gioco aereo e nel far risalire la squadra, ma anche letale in aerea di rigore quando c’è da “buttare dentro” un pallone sporco, Werner è la classica seconda punta alla “Dybala”, molto bravo a giocare dietro alla prima punta e a sfruttare le continue verticalizzazioni dei centrocampisti; non a caso le combinazioni offensive ad alta velocità sono una delle armi preferite del Lipsia.

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Si può tranquillamente dire che la Bundesliga ha guadagnato dalla ritrovata competitività di un campionato che negl’ultimi anni a Gennaio era già chiuso. Ora non ci resta che vedere se la favola Lipsia abbia lo stesso lieto fine del Leicester. Nell’eventualità che ciò accada temo che si parlerà più del marketing capitalistico di un colosso mondiale come la Red Bull, che delle gesta compiute da dei ragazzi finora sconosciuti e tra l’altro giovanissimi che stanno conquistando gli onori della cronaca.

Raffaele Sanluca
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Raffaele Sanluca nasce a Roma il 26 Aprile del 1995. Ha frequentato gli studi classici al Liceo Sacro Cuore per poi scegliere la facoltà di Scienze Politiche della Luiss per inseguire il sogno di diventare giornalista. La sua più grande passione è il tennis, praticato a livello agonistico. Spendere soldi per vedere eventi sportivi è cio che lo rende più felice.